ImmaginIria
Un po’ di storia: IL PASSATO
Il gruppo fotografico ImmaginIria, affiliato al DLF di Voghera (con sede in via Arcalini 4) è nato come gruppo Fotocine nel 1974 su iniziativa di
Giancarlo Giorgini, allora capodeposito locomotive a Voghera.
Inizialmente non più del 20% degli iscritti poteva appartenere alla fascia dei cosiddetti soci frequentatori non ferrovieri, il DLF non disponeva di
fondi per cui i 14 soci fondatori si autotassarono di 10.000 lire ciascuno destinate all’acquisto del materiale indispensabile al gruppo:
ingranditore, taglierine, focometro, ecc… per l’allestimento della camera oscura.
Negli anni successivi i soldi sono stati rimborsati sia grazie all’ingresso dei nuovi iscritti sia grazie ai contributi del DLF. Il bilancio del primo
anno è stato positivo, considerando che già nel 1974 si contavano  51 iscritti e che venivano organizzati corsi per lo sviluppo e la stampa in
bianco e nero. “si facevano foto a colori e diapositive” spiega Carlo Arpesella, uno dei soci fondatori iscritto al gruppo fino al 2001 “ma noi
stampavamo solo in bianco e nero”. La camera oscura era assiduamente frequentata, l’elenco dei fruitori, apposto esternamente, era sempre
completo. Ai soci si insegnava non tanto a stampare quanto ad utilizzare le apparecchiature. Oltre al tesserino di iscrizione al gruppo, per
accedere alla camera oscura, il socio doveva disporre del tesserino rosso, che veniva rilasciato solamente quando aveva imparato ad usare
l’attrezzatura.  “Abbiamo poi impiantato una piccola sala di posa del tutto artigianale, siamo stati aiutati da alcuni operai dell’officina ferroviaria
e per creare i riflettori, con lampade da 500 W abbiamo foderato gli ombrelli con la carta stagnola e abbiamo creato i fondali di 3 o 4 colori per
fare foto in studio. Venivano fotografati i parenti, i colleghi i figli degli iscritti … per un certo periodo abbiamo fatto persino foto tessere, senza
scopo di lucro, ma solo per i soci”.
Le uscite di gruppo erano di sera, un’opportunità per discutere sulle pose lunghe, con il cavalletto. “dopo aver stampato le fotografie” prosegue
Arpesella “confrontavamo i risultati e potevamo controllare il difetto di reciprocità della pellicola”.
Quando la struttura di via Scovenna è diventata pericolante, il gruppo si è trasferito in via Arcalini. Qui, in una vecchia cascina il gruppo
Fotocine poteva disporre di un intero piano: sala riunioni, sala posa, camera oscura, Almeno fino a che non sono cominciati i lavori di
ristrutturazione della sede attuale, durati qualche anno “ci siamo trasferiti provvisoriamente nel piazzale Marconi, in un appartamento della
Ferrovia, dove siamo rimasti due o tre anni in attesa che terminassero i lavori di ristrutturazione dell’attuale sede” continua Arpesella. “E’
toccato all’ex cucina essere trasformata in camera oscura, abbiamo sempre lavorato per sistemare la nostra sede! Quando siamo finalmente
arrivati nella nuova sede abbiamo dovuto nuovamente creare una camera oscura, che abbiamo inaugurato acquistando l’ingranditore a colori e
una sviluppatrice per il colore. Una follia: la soddisfazione era grande ma il costo elevato. In una sera riuscivamo a stampare solo un paio di
fotografie”.
Per anni l’attività di stampa è stata costante ed i fotografi del gruppo hanno avuto importanti riconoscimenti nei numerosi concorsi cui hanno
partecipato, poi pian piano il gruppo fotocine, pur mantenendo lo stesso nome ha imboccato due strade distinte: il video e la fotografia.
L’attenzione dei fotografi si è maggiormente indirizzata verso l’organizzazione di proiezioni di audiovisivi e diaporami e di corsi fotografici,
fermo restando l’impegno annuale della “colletiva dei soci” sintesi importante dell’attività del gruppo nel campo specifico della ricerca
fotografica.
IL PRESENTE
Il cambio del nome da Gruppo Fotocine a Fotoclub ImmaginIria (dall’antico nome della città di Voghera) avvenuto nel 2005, non è stato solo un
atto formale ma ha significato una ulteriore evoluzione di tipologia e qualità di lavoro da svolgere sempre più orientato a ricercare un
collegamento concreto con il territorio per valorizzare sia gli aspetti paesaggistici che socioculturali, senza trascurare ovviamente l’obbiettivo
primario di insegnare e diffondere la passione per la fotografia.
L’importante collaborazione fornita dalla Sovrintendenza alle Belle Arti della Regione Lombardia, dal Comune di Voghera, dall’Azienda
Ospedaliera di Pavia, quella appena avviata con l’Assessorato al Turismo dell’Amministrazione Provinciale testimoniano che la strada
intrapresa è quella giusta e che si può utilizzare la fotografia, con la sua forza espressiva, anche come documentazione, come denuncia di
situazioni di disagio senza rinunciare alla propria creatività ed alla propria libertà di vedere e raccontare.